Archivi per la categoria ‘Società ed Istituzioni’

È sicuramente un fenomeno epocale che continuerà ad esercitare la sua influenza per un lungo periodo. La stampa inglese ha definito l’evento “il più complicato divorzio del mondo”.

La prima reazione dei mercati finanziari, come da attese, molto pesante, in particolare per i risparmiatori italiani colpiti sia sul fronte azionario, sia sui titoli di stato nazionali; paghiamo sempre a caro prezzo i momenti di crisi a causa della cronica debolezza del sistema Italia caratterizzata da un debito pubblico enorme e banche in eterno affanno, entrate anche questa volta nell’occhio del ciclone per il riaffiorare dei noti punti deboli del nostro sistema finanziario (leggasi presenza nei bilanci di grosse quantità di titoli di stato nazionali e corpose entità di “Non Performing Loans”) peraltro in un’economia sì in miglioramento ma ancora fragile e vulnerabile agli shock sistemici.


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L’altro ieri la Banca Centrale Europea ha sorpreso il mercato annunciando una serie di misure di stimolo ben oltre le previsioni: tagliati i tre tassi di riferimento, deciso il potenziamento del Quantitative Easing (QE) da 60 a 8o miliardi di euro di acquisti al mese-acquisti peraltro allargati ai bond corporate valutati “Investment Grade”.

Inoltre Draghi ha annunciato una nuova serie di operazioni di finanziamento alle banche per quantitativi illimitati (Tltro), che potranno essere assegnati ad un tasso negativo fino a -0,40%, nuovo riferimento dei depositi. Quindi il tasso di rifinanziamento principale a partire dal prossimo 16/3 scende a 0 da 0,5%. Il tasso sul deposito scende ulteriormente a 0,4% da 0,3% (in linea alle previsioni).

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Nella due giorni (18 e 19 febbraio scorsi) che il Primo Ministro britannico avrà con i capi di stato e di governo dei Paesi dell’Unione Europea sulle richieste di riforma per contribuire alla sua campagna per mantenere la Gran Bretagna nella Ue, i punti di discussione saranno i seguenti:

ZONA EURO – La Gran Bretagna è insieme alla Danimarca l’unico paese Ue che non solo non usa l’euro, ma non è obbligato a farlo. E chiede salvaguardie per il settore finanziario londinese che evitino penalizzazioni conseguenti a decisioni prese in ambito Eurozona. Cameron preme anche affinché la GB possa bloccare la legislazione della Eurozona qualora metta a rischio interessi vitali di Londra. Diversi paesi vogliono specificare che non ci sarà potere di veto e che per un blocco non possa bastare la singola opposizione della Gran Bretagna.

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È il primo rialzo dei tassi dal giugno 2006. Con un aumento del costo del denaro di 25 punti base in un range tra 0,25% e 0,50% si è interrotta la politica dei tassi ZERO cominciata nel dicembre 2008 come risposta alla crisi finanziaria globale innescata dal fallimento della Lehman Brothers del settembre 2008.

Nell’annunciare l’intervento la banca centrale americana ha sottolineato che i prossimi rialzi dei tassi di interesse saranno “solo graduali” in fase alle previsioni sull’economia e che la decisione è stata presa all’unanimità. Il messaggio è che finalmente la prima economia mondiale può stare in piedi da sola senza bisogno di politiche monetarie straordinarie, ben presente comunque che i nuovi tassi restano a livelli storicamente bassissimi.

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