Archivi per la categoria ‘Mercato Italiano’

Dopo tanti annunci la BCE ha messo in campo l’artiglieria pesante, varando oggi una serie di misure atte a stimolare la crescita economica della zona euro e ridare slancio alla dinamica dei prezzi.


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Il tasso di riferimento dell’Euro è stato ridotto allo 0,15% da 0,25%, contro attese dello 0,10% mentre il tasso di deposito presso la banca centrale (per denaro depositato dalle banche) diventa per la prima volta negativo, passando dallo 0% a -0,10%: la finalità è quella di spingere il sistema bancario ad aumentare i prestiti alle imprese ed alle famiglie.

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Borsa a picco e lo spread balza in avanti di oltre 20 basis point, superando quota 180: è questo il riassunto della turbolenta giornata appena trascorsa che ha assegnato la maglia nera d’Europa al mercato italiano.

A scatenare l’inversione di tendenza odierna - con un FTSE MIB nuovamente vicino al supporto dei 20’000 punti - è stata l’indicazione sul PIL italiano fornita dall’ISTAT, per il quale si è stimato un andamento peggiore delle attese.

Il settore bancario è stato ovviamente quello maggiormente colpito dalle vendite, con pesanti e generalizzati ribassi, ma tutti i titoli presenti sul principale listino italiano hanno chiuso in rosso. In particolare il PIL ha fatto segnare -0,1% su base trimestrale e -0,5% su base annuale.

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Uno studio condotto da MilanoFinanza – sulla base di elaborazioni di dati CONSOB – mostra come gli investitori stranieri abbiano raggiunto oltre 50 miliardi di Euro di partecipazioni rilevanti in società italiane quotate, pari a circa il 10% della capitalizzazione totale di Borsa.

Questa sembra essere l’aspetto più importante che ha contribuito a far segnare un rialzo a due cifre da inizio anno - oltre il 17% – per il principale indice azionario italiano.

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L’indice FtseMIB chiude il primo quarto di anno con un progresso del 14% che lo colloca ai primi posti nel mondo, dietro solo a piazze di secondaria importanza come Dubai, Bulgaria e Grecia.

L’aspettativa di profonde riforme strutturali annunciate dal governo Renzi e la politica della BCE di Mario Draghi, hanno contribuito a ridurre lo spread, permettendo una fortissima riduzione dell’onere per interessi sul nostro debito.

Tra le prime dieci blue chip si trovano ben sette banche, considerando Azimut un asset manager seppur appartenente al settore finanziario, vale a dire Banco Popolare, Montepaschi, Popolare di Milano (tutte e tre alle prese con operazioni sul capitale), seguono Ubi Banca, IntesaSanpaolo, Popolare Emilia e Mediobanca.

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