Archivi per la categoria ‘Mercato Italiano’

L’Europa si conferma prigioniera della spirale deflazionistica.

Non si arresta il calo dei prezzi nei Paesi dell’Euro, confermato dagli ultimi dati di Ottobre, i più bassi degli ultimi cinque anni.

Tralasciando tutte le conseguenze economico-sociali della deflazione, le considerazioni più importanti sono incentrate sul ruolo di questo fenomeno all’interno della Borsa.


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La riduzione del livello dei prezzi, infatti, genera il “congelamento” dei consumi: si è propensi a posticipare nel tempo qualsiasi acquisto non indispensabile, non curandosi dell’inesorabile futura discesa degli stipendi. La moltiplicazione di questa scelta per gran parte degli agenti di un sistema economico genera una contrazione dei consumi, deprimendo la crescita e di conseguenza non aumenterà nemmeno il PIL.

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A causa del secondo conflitto mondiale la previdenza sociale italiana subì importanti danni. Come era accaduto per le assicurazioni private, l’inflazione distrusse il valore delle riserve accantonate dagli enti previdenziali. Il sistema finanziario a “capitalizzazione” non aveva centrato il suo obiettivo.

Nel 1945 venne creato il Fondo di Integrazione per le Assicurazioni Sociali, sovvenzionato con contributi espressi in percentuale alla retribuzione, al fine di emettere assegni integrativi in concomitanza con le pensioni. Veniva così immesso il sistema a “ripartizione” che consiste proprio nel determinare il contributo degli assicurati, circa un determinato anno, in una capacità tale da coprire tutte le spese da sostenere durante i dodici mesi, prendendo in esame ogni esercizio singolarmente e senza la necessità di costituire riserve a tale fine. Nel 1947, per stimolare un miglioramento delle pensioni, venne creato il Fondo di Solidarietà Sociale.

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L’effetto delle seguenti circostanze sta ormai avvicinando i rendimenti dei titoli sovrani dell’Eurozona a “zero”, cioè:

> Le attese di ulteriore rallentamento della crescita economica con recenti segnali di frenata dell’economia tedesca

> Lo spettro della deflazione, già visibile in alcuni dati provvisori

> Le aspettative di un intervento “straordinario” della BCE in stile FED (cioè il Quantitative Easing) che andrebbe a favorire i titoli di stato della zona euro

> La ricerca di “beni rifugio” come il Bund tedesco a protezione dalle diffuse tensioni geopolitiche e sui bond corporate in seguito al crash del Banco Espirito Santo

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Pochi giorni fa sono usciti i più recenti dati ISTAT sullo stato di salute dell’economia italiana. Questi dati certificano che l’Italia si trova ancora una volta in recessione, il PIL nel secondo trimestre 2014 è sceso dello 0,2%. L’Italia, uscita dalla recessione solo nell’ultimo trimestre 2013, in termini tecnici ci è già ripiombata.

Anche l’ultimo trimestre industriale (Aprile-Giugno) non lascia molte speranze, con la produzione diminuita dello 0,4%. Saltano così tutte le stime fatte nel DEF (Documento di Economia e Finanza) di Aprile, con un PIL 2014 tendente allo -0,3%. Il ministro dell’Economia e delle Finanze - Pier Carlo Padoan – sostiene che non sarà necessario intervenire con una manovra correttiva purché venga attuato il famigerato piano di tagli alla spesa pubblica del Commissario Carlo Cottarelli e vengano fatte le riforme in tempi brevi.

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