Archivi per la categoria ‘Mercato Italiano’

Il FTSE MIB ha terminato la settimana scorsa con un guadagno di circa il 3% a ridosso dei 22mila punti. Gli investitori restano fiduciosi sul raggiungimento di un accordo tra l’Europa e la Grecia, nonostante il cancelliere tedesco Angela Merkel abbia commentato che ci sono ancora molte questioni tecniche da risolvere con Atene, ma anche che i greci hanno fatto tanti sacrifici per restare nell’Euro e che la base dei lavori dell’Eurogruppo è mantenerli in tale ambito.


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La debolezza del ciclo economico mondiale, accompagnata dalla drastica caduta del prezzo del greggio e delle materie prime in genere, sta spingendo il valore dei rendimenti obbligazionari su livelli innaturali, fotografia del difficile momento.

I risparmiatori focalizzati sulle obbligazioni stanno sperimentando ingenti guadagni in conto capitale, grazie alla riduzione degli yield, ma alla fine di questo movimento dovranno chiedersi cosa fare. Il decennale tedesco rende lo 0,37% e le paragonabili emissioni di diversi Paesi dell’Eurozona offrono rendimenti inferiori all’1%.

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La mossa della Banca Centrale Europea che tutti si aspettavano è infine arrivata: il presidente Mario Draghi ha dato l’annuncio del via libera al piano di alleggerimento quantitativo (QE, quantitative easing in inglese) a partire da marzo 2015, per un totale di 60 miliardi di € al mese.

Gli acquisti si concentreranno perlopiù su Titoli di Stato dell’Eurozona ma anche su altri strumenti finanziari (ABS cioè titoli cartolarizzati, Covered Bond ed obbligazioni sovranazionali europee) fino a settembre 2016 o – più realisticamente – fino a far tornare l’inflazione verso la soglia del 2%, con l’obiettivo di immettere liquidità nel sistema e quindi far ripartire le economie dei Paesi europei che adottano la moneta unica.

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Il Governo ha recentemente approvato il decreto che impone alle dieci banche popolari con più di 8 miliardi di attività, la trasformazione in società per azioni entro 18 mesi. Chi non si adegua perderà la licenza bancaria.

Le dieci banche coinvolte sono: Banco Popolare, Ubi Banca, Banca Popolare dell’Emilia e Romagna, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Vicenza, Credito Valtellinese, Veneto Banca, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio e Banca Popolare di Bari.

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