Archivi per la categoria ‘Mercato Italiano’

L’art.1 della legge 228/2012 ai comma 491-499 prevede l’istituzione di un’imposta sulle transazioni finanziarie a partire dal 1 marzo 2013. La cosidetta Tobin Tax si applica ai trasferimenti di proprietà delle azioni e strumenti partecipativi emessi da società residenti nel territorio dello Stato.


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A carico del solo acquirente saranno soggette alla tassa tutte le transazioni su azioni di Società italiane aventi capitalizzazione superiore ai 500 milioni di euro (al 30 novembre 2012), a prescindere dal paese dal quale proviene l’ordine o del mercato in cui tali Società sono quotate.

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Risulta utile per il risparmiatore confrontare il rendimento delle obbligazioni con quello delle azioni del medesimo emittente al fine di orientarsi al meglio nelle scelte di portafoglio anche perché spesso i due valori possono presentare delle differenze significative.

Partendo dalla considerazione che la scelta fra l’investimento azionario ed obbligazionario dipende dal profilo di rischio dell’investitore si possono fare alcune osservazioni sulla dozzina di società del listino nostrano che si trovano nella situazione in argomento.

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La forza dell’Euro é un problema per l’export del Vecchio Continente e conseguentemente l’impatto sull’economia reale è forte. Secondo Credit Suisse ogni incremento del 10% della moneta comune porta ad una riduzione del 4% dell’EPS (utile per azione) deprimendone le potenzialità di crescita.

Più in dettaglio invece si scopre che i settori che storicamente tendono a registrare le migliori performance quando l’Euro si apprezza sono banche e distribuzione, mentre soffrono maggiormente l’energia ed il farmaceutico. A trarre vantaggio dal “supereuro” sono anche le aziende che sostengono costi prevalentemente in dollari ma vendono in Europa (come Michelin, Arkema, Ryanair e Syngenta).

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Più osservatori indicano che, dopo un 2012 in cui l’Italia ha ossessionato il mondo con i suoi problemi di bilancio, questi entrando in remissione hanno messo le ali a Piazza Affari.

Per questo motivo quota 20.000 è l’obiettivo del FTSE-MIB, oggi appena sotto i 17.000 punti. Inoltre alcuni studi concordano sul fatto che la Borsa Italiana sia una delle più depresse al mondo, risultando a forte sconto(circa 67%) rispetto al passato.

Morgan Stanley utilizzando come metro di raffronto il cosidetto P/E di Shiller ( assumendo come utili la media degli ultimi dieci anni) mostra che tale valore per l’Italia é pari a 7,6 volte gli utili, contro 12,7 per la Francia e 16,1 per la Germania.

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