Archivi per la categoria ‘Materie Prime-Commodities’

Il metallo giallo allunga il recupero (+1,6% a 1204 USD) dopo che la Fed ha fatto “intendere” che il percorso della politica monetaria restrittiva sarà più graduale di quanto nelle attese, anche gli altri metalli preziosi registrano una risalita dei corsi.


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I dati positivi del lavoro americano sono controbilanciati da un tasso d’inflazione ancora sotto i livelli desiderati; la Fed preferisce stare ancora alla finestra per cogliere prove più marcate circa il miglioramento della congiuntura economica.

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Le scorte settimanali di greggio USA hanno segnato una contrazione più consistente del previsto (-2,7 milioni di barili contro stime di -1,7 milioni ).

Il petrolio tipologia Wti si è portato così non lontano dai massimi 2015 (62,58 USD), come noto l’Opec, associazione che raggruppa i più importanti produttori mondiali, ha deciso di mantenere inalterata l’attività produttiva influenzando negativamente la ripresa delle quotazioni dell’oro nero.

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La debolezza del ciclo economico mondiale, accompagnata dalla drastica caduta del prezzo del greggio e delle materie prime in genere, sta spingendo il valore dei rendimenti obbligazionari su livelli innaturali, fotografia del difficile momento.

I risparmiatori focalizzati sulle obbligazioni stanno sperimentando ingenti guadagni in conto capitale, grazie alla riduzione degli yield, ma alla fine di questo movimento dovranno chiedersi cosa fare. Il decennale tedesco rende lo 0,37% e le paragonabili emissioni di diversi Paesi dell’Eurozona offrono rendimenti inferiori all’1%.

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Il progresso degli ultimi tempi ha portato il prezzo dell’ ORO sui massimi da inizio settembre e la settimana precedente si è chiusa con un +4% complessivo, sfiorando da inizio 2015 il +8% e +13% se convertito in Euro considerando la contemporanea svalutazione della moneta unica a sua volta scivolata sui minimi dell’anno.

Insomma l’investimento in oro si classifica come la migliore “asset class” da inizio 2015 e tale successo sarebbe riconducibile ad un desiderio di difesa degli investitori dalle turbolenze che stanno influenzando il quadro macro globale: caduta verticale dei prezzi del petrolio, la crisi politica in Grecia, iper-svalutazione del Rublo, il crollo dei rendimenti nella zona Euro in vista del il QE (appena deliberato), lo sganciamento del Franco svizzero dalla parità 1,20 contro Euro; il tutto in un contesto che vede la totale assenza di timori per l’esplosione inflattiva che aveva invece guidato gli acquisti speculativi del metallo giallo tra il 2005 ed il 2012.

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