Archivi per la categoria ‘Indici’

È sicuramente un fenomeno epocale che continuerà ad esercitare la sua influenza per un lungo periodo. La stampa inglese ha definito l’evento “il più complicato divorzio del mondo”.

La prima reazione dei mercati finanziari, come da attese, molto pesante, in particolare per i risparmiatori italiani colpiti sia sul fronte azionario, sia sui titoli di stato nazionali; paghiamo sempre a caro prezzo i momenti di crisi a causa della cronica debolezza del sistema Italia caratterizzata da un debito pubblico enorme e banche in eterno affanno, entrate anche questa volta nell’occhio del ciclone per il riaffiorare dei noti punti deboli del nostro sistema finanziario (leggasi presenza nei bilanci di grosse quantità di titoli di stato nazionali e corpose entità di “Non Performing Loans”) peraltro in un’economia sì in miglioramento ma ancora fragile e vulnerabile agli shock sistemici.


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L’altro ieri la Banca Centrale Europea ha sorpreso il mercato annunciando una serie di misure di stimolo ben oltre le previsioni: tagliati i tre tassi di riferimento, deciso il potenziamento del Quantitative Easing (QE) da 60 a 8o miliardi di euro di acquisti al mese-acquisti peraltro allargati ai bond corporate valutati “Investment Grade”.

Inoltre Draghi ha annunciato una nuova serie di operazioni di finanziamento alle banche per quantitativi illimitati (Tltro), che potranno essere assegnati ad un tasso negativo fino a -0,40%, nuovo riferimento dei depositi. Quindi il tasso di rifinanziamento principale a partire dal prossimo 16/3 scende a 0 da 0,5%. Il tasso sul deposito scende ulteriormente a 0,4% da 0,3% (in linea alle previsioni).

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Per le borse mondiali è stato il peggior gennaio dalla crisi del 2009. L’indice complessivo MSCI World è sceso del 7,8% dal 31/12/2015, ma il FTSE Mib ha fatto peggio con un calo del 12,9%.

L’epicentro della turbolenza, Shanghai, ha registrato un -22%. E’ stato quindi un mese davvero difficile caratterizzato da estrema volatilità, anche infragiornaliera. Per quanto concerne Piazza Affari i peggiori titoli sono tutti bancari con l’aggiunta di Saipem arrivata all’appuntamento con l’aumento di capitale, stremata da una discesa “senza fine” del prezzo del petrolio.

Tra i migliori invece le due utility nazionali Snam e Terna, che hanno beneficiato dei bassi tassi di interesse e di alcune decisioni favorevoli circa le nuove tariffe a partire dal 2016. Entrambe a gennnaio hanno segnato nuovi massimi storici. Positive anche Moncler, Campari e Tod’s, nonostante quest’ultima abbia evidenziato un -1,7%.

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Dall’essere un dei BRIC a maggiore crescita ed uno dei motori dell’economia globale, il Brasile sta inanellando record economici negativi, sino a diventare uno dei peggiori fra i Paesi emergenti.

Situazione politica piuttosto difficile, vari scandali legati alla corruzione, in particolare quello di Petrobras, economia debole ed inquietudine della popolazione sono gli ingredienti di una situazione critica.

Le previsioni sul PIL 2015 vedono una significativa contrazione del 2,5% e per il 2016 i dati sono rettificati passando dall’1% dello scorso mese allo 0,50% attuale; l’inflazione a metà giugno segnava 8,8% e si ritiene possa arrivare al 9% ed oltre entro fine anno.

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