Archivi per la categoria ‘Analisi Fondamentale’

È il primo rialzo dei tassi dal giugno 2006. Con un aumento del costo del denaro di 25 punti base in un range tra 0,25% e 0,50% si è interrotta la politica dei tassi ZERO cominciata nel dicembre 2008 come risposta alla crisi finanziaria globale innescata dal fallimento della Lehman Brothers del settembre 2008.


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Nell’annunciare l’intervento la banca centrale americana ha sottolineato che i prossimi rialzi dei tassi di interesse saranno “solo graduali” in fase alle previsioni sull’economia e che la decisione è stata presa all’unanimità. Il messaggio è che finalmente la prima economia mondiale può stare in piedi da sola senza bisogno di politiche monetarie straordinarie, ben presente comunque che i nuovi tassi restano a livelli storicamente bassissimi.

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Il mercato degli ETF,  continua la sua espansione:  due società di diritto lussemburghese, la Woodpecker Capital Sa e Alessia Sicav  hanno quotato,lo scorso 29 settembre, tre comparti ciascuna sul segmento di ETFplus dedicato ai fondi comuni d’investimento, quest’ultimo aperto il 1 dicembre 2014.

Il mercato ETFplus è  il mercato di Borsa Italiana, regolamentato, autorizzato, sottoposto alla vigilanza della CONSOB e  interamente dedicato alla negoziazione in tempo reale di strumenti che replicano l’andamento di indici e di singole materie prime.

Gli strumenti quotati su ETFplus replicano gli indici di mercato e consentono agli investitori di avere una consapevolezza in merito al profilo rischio/rendimento del proprio investimento, del portafoglio titoli o asset class a cui sono esposti.
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L’Europa si conferma prigioniera della spirale deflazionistica.

Non si arresta il calo dei prezzi nei Paesi dell’Euro, confermato dagli ultimi dati di Ottobre, i più bassi degli ultimi cinque anni.

Tralasciando tutte le conseguenze economico-sociali della deflazione, le considerazioni più importanti sono incentrate sul ruolo di questo fenomeno all’interno della Borsa.

La riduzione del livello dei prezzi, infatti, genera il “congelamento” dei consumi: si è propensi a posticipare nel tempo qualsiasi acquisto non indispensabile, non curandosi dell’inesorabile futura discesa degli stipendi. La moltiplicazione di questa scelta per gran parte degli agenti di un sistema economico genera una contrazione dei consumi, deprimendo la crescita e di conseguenza non aumenterà nemmeno il PIL.

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Pochi giorni fa sono usciti i più recenti dati ISTAT sullo stato di salute dell’economia italiana. Questi dati certificano che l’Italia si trova ancora una volta in recessione, il PIL nel secondo trimestre 2014 è sceso dello 0,2%. L’Italia, uscita dalla recessione solo nell’ultimo trimestre 2013, in termini tecnici ci è già ripiombata.

Anche l’ultimo trimestre industriale (Aprile-Giugno) non lascia molte speranze, con la produzione diminuita dello 0,4%. Saltano così tutte le stime fatte nel DEF (Documento di Economia e Finanza) di Aprile, con un PIL 2014 tendente allo -0,3%. Il ministro dell’Economia e delle Finanze - Pier Carlo Padoan – sostiene che non sarà necessario intervenire con una manovra correttiva purché venga attuato il famigerato piano di tagli alla spesa pubblica del Commissario Carlo Cottarelli e vengano fatte le riforme in tempi brevi.

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