Altro

L’indice CSI 300 della Borsa di Shanghai-Shenzhen ha chiuso la settimana appena conclusa in recupero dai minimi di metà marzo raggiunti dopo il ribasso del 6,7% di mercoledì scorso, lasciando comunque sul terreno, in meno di un mese, circa un terzo del suo valore (l’indice aveva però messo a segno un rally superiore alle tre cifre percentuali in dodici mesi).

La Banca Centrale Cinese ha assicurato che fornirà al mercato ampia liquidità per arrestare il crollo e che farà ciò che è in suo potere per prevenire rischi sistemici. Sui listini cinesi oltre un terzo delle società quotate ha chiesto di essere sospesa dalle contrattazioni per mettersi al riparo dall’ondata di vendite che nelle ultime settimane ha messo letteralmente in subbuglio i mercati della Cina e che continua nonostante le misure messe in campo dal Governo e dalla Banca Centrale per frenare la turbolenza.


SPONSOR

SPONSOR


Molte società italiane appartenenti soprattutto al settore del lusso e dei beni capitali, particolarmente esposte alla Cina ed al mercato asiatico, potrebbero risentire pesantemente dell’impatto negativo dello scoppio della bolla speculativa sulle borse cinesi. Più in generale, a livello europeo il settore del lusso ed i leader nella produzione di automobili si accollano i maggiori rischi verso il mercato asiatico non solo in termini di vendite, ma in particolare in punto marginalità reddituale.

Fonte: Websim

(Franco C.)

[RIPRODUZIONE RISERVATA - ATTENERSI A NORME SU COPYRIGHT]

Rating 3.00 out of 5

Articoli correlati :

Lascia un Commento

Created and Administrated by G. C.