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Lo sviluppo industriale diede un forte stimolo alle assicurazioni. Sorsero nuovi bisogni che si fecero sempre più impellenti con l’affermarsi di tale processo. Precedentemente, la vita era basata prettamente sui frutti della terra e la navigazione marittima era l’ambito dove l’assicurazione operava maggiormente, mentre l’assicurazione sulla vita e quella contro il rischio degli incendi erano poco diffuse. La sicurezza delle famiglie agricole risiedeva sulle proprietà terriere e sull’assistenza pubblica.

La nascita delle fabbriche e dei centri per l’immagazzinamento delle merci, la costruzione di navi sempre più imponenti e lo sviluppo ferroviario posero gli imprenditori in una situazione di forte timore. Tuttavia, il progresso dei trasporti e l’organizzazione del lavoro in fabbrica stimolarono la creazione di nuovi tipi di assicurazione, come quelle contro gli infortuni ferroviari e quelli sul lavoro, dando una forte spinta anche all’assicurazione contro gli incendi.

Nella nuova società, l’operaio disponeva soltanto del suo salario per cui ogni disgrazia poneva in gravi difficoltà lui e i suoi cari. Allora, le classi dominanti tentarono di indurre i salariati a forme di tutela come il risparmio e la previdenza. Sorsero le Casse di risparmio con lo scopo di racimolare, in cambio di un interresse, piccole somme messe da parte dai meno abbienti. A poco a poco, le persone più umili, oltre ai ricchi possidenti, cominciarono a prendere in considerazione anche l’assicurazione sulla vita. Col disfacimento delle corporazioni di arti e mestieri, inoltre, erano venute a mancare la protezione e l’assistenza agli associati. Le difficoltà generate dalle malattie e dagli infortuni sul lavoro risultavano sempre più evidenti.


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Così si ebbero i primi passi di quelle che poi saranno le “assicurazioni sociali”. Con esse, tramite il pagamento di premi non essenzialmente proporzionati al rischio, si otteneva la copertura desiderata. Tali forme di tutela iniziarono ad essere esercitate anche dalle assicurazioni private.

Un importante sviluppo fu la diffusione delle assicurazioni nel settore agricolo per porsi al riparo dalle intemperie climatiche o per tutelarsi dalla mortalità del bestiame. Ma l’assicurazione in tale settore presentava difficoltà di rilievo. Riguardo il clima, ad esempio, nelle zone più esposte al rischio di eventi dannosi tutti erano interessati alla sottoscrizione di polizze ed ovviamente i premi erano più onerosi; invece dove il rischio era inferiore pochi erano coloro disposti a farlo. Inoltre, i piccoli agricoltori erano maggiormente propensi ad assicurarsi perché i grandi proprietari, grazie alla notevole estensione dei loro possedimenti, ritenevano di incorrere in rischi minori e di avere un’attitudine superiore a contenere un danno.

Gli intermediari assicurativi d’altronde cercavano di attirare in tutti i modi i potenziali clienti; infatti, l’elemento “persuasivo”, caratteristica fondamentale, stimolò positivamente la propagazione dell’assicurazione nella società moderna.

Fonti: ”Capitali, Borsa e Assicurazioni in Italia nella secondà metà del Novecento” di F. Balletta, ed. Arte Tipografica Napoli, Napoli 1997; ”Breve storia delle assicurazioni” di E. De Simone, ed. Franco Angeli, Milano 2011; T. Fanfani, Le assicurazioni in Italia tra ‘800 e ‘900: il “ramo vita” da scommessa a prodotto innovativo, in SISE, Innovazione e sviluppo. Tecnologia e organizzazione fra teoria economica e ricerca storica. Secoli XVI-XX, Atti del secondo Convegno nazionale, 4-6 marzo 1993, Bologna 1996

(Valentino Mancini)

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