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Pochi giorni fa sono usciti i più recenti dati ISTAT sullo stato di salute dell’economia italiana. Questi dati certificano che l’Italia si trova ancora una volta in recessione, il PIL nel secondo trimestre 2014 è sceso dello 0,2%. L’Italia, uscita dalla recessione solo nell’ultimo trimestre 2013, in termini tecnici ci è già ripiombata.

Anche l’ultimo trimestre industriale (Aprile-Giugno) non lascia molte speranze, con la produzione diminuita dello 0,4%. Saltano così tutte le stime fatte nel DEF (Documento di Economia e Finanza) di Aprile, con un PIL 2014 tendente allo -0,3%. Il ministro dell’Economia e delle Finanze - Pier Carlo Padoan – sostiene che non sarà necessario intervenire con una manovra correttiva purché venga attuato il famigerato piano di tagli alla spesa pubblica del Commissario Carlo Cottarelli e vengano fatte le riforme in tempi brevi.


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L’unico dato di flebile speranza arriva dall’aumento della produzione industriale in giugno rispetto a maggio (+0,9%) che fa ben sperare per il prossimo semestre. I settori che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli delle industrie alimentari, bevande e tabacco (+4%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+3,9%) e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+2,2%).

Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell’attività estrattiva (-11,7%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-10,8%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-7,9%).

(Matteo Aielli)

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