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L’effetto delle seguenti circostanze sta ormai avvicinando i rendimenti dei titoli sovrani dell’Eurozona a “zero”, cioè:

> Le attese di ulteriore rallentamento della crescita economica con recenti segnali di frenata dell’economia tedesca

> Lo spettro della deflazione, già visibile in alcuni dati provvisori

> Le aspettative di un intervento “straordinario” della BCE in stile FED (cioè il Quantitative Easing) che andrebbe a favorire i titoli di stato della zona euro

> La ricerca di “beni rifugio” come il Bund tedesco a protezione dalle diffuse tensioni geopolitiche e sui bond corporate in seguito al crash del Banco Espirito Santo


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Ne è un esempio il collocamento odierno della Spagna a 6 e 12 mesi con tassi rispettivamente allo 0,08% e 0,16%. D’altro canto gli ultimi dati macro hanno allontanato qualsiasi ipotesi di rialzo dei tassi. Anche il rendimento del Btp decennale viaggia oggi a pochissima distanza dai minimi storici di ieri al 2,58% (2,607%) per uno spread intorno al 160 punti base.

Il Bund future resta in deciso up-trend vicino ai massimi storici della scorsa settimana a 150,70 (rendimento lordo in area 0,966%). Lo spread Italia/Germania attacca la soglia psicologica di supporto in area 150/140 e sul fronte opposto l’area 180/200 rimane il primo livello si “allerta”: il rendimento del Btp decennale ha contenuto i rialzi anche nel momento più turbolento tra giugno/luglio scorsi (non oltre il 2,95%), segnale di una fiducia che non è mai venuta meno e che rende ottimisti in una ancor più favorevole futura evoluzione.

Fonte: Websim

(Franco C.)

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