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Dopo tanti annunci la BCE ha messo in campo l’artiglieria pesante, varando oggi una serie di misure atte a stimolare la crescita economica della zona euro e ridare slancio alla dinamica dei prezzi.

Il tasso di riferimento dell’Euro è stato ridotto allo 0,15% da 0,25%, contro attese dello 0,10% mentre il tasso di deposito presso la banca centrale (per denaro depositato dalle banche) diventa per la prima volta negativo, passando dallo 0% a -0,10%: la finalità è quella di spingere il sistema bancario ad aumentare i prestiti alle imprese ed alle famiglie.

Oltre alla manovra tassi, l’istituto centrale ha annunciato che andrà a realizzare altre operazioni di finanziamento agevolato alle banche senza limiti di volumi (TLTRO, acronimo di Targeted Long Term Refinancing Operation, per differenziarla dai precedenti LTRO) indirizzate ad aumentare i prestiti ai settori non finanziari; la prossima operazione della specie sarà a settembre e riguarderà 400 miliardi. Ce ne saranno altre, finchè necessario, almeno sino al dicembre 2016.


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Inoltre la BCE non procederà più a sterilizzare gli acquisti dei titoli di stato dei Paesi membri (SMP, cioè Securities Market Program) ed ha deciso di accelerare i piani per l’acquisto sul mercato di bond garantiti da asset particolari (ABS, acronimo di Asset Backed Securities), una forma di obbligazioni tipicamente emesse dalle banche. Questo sembra preparare la strada ad una vera e propria manovra di Quantitative Easing.

Il numero uno della Banca Centrale Europea ha tenuto a precisare che le misure indicate sono state votate all’unanimità dal Consiglio direttivo: inoltre gli effetti sull’economia reale, sempre secondo Draghi, si vedranno nell’arco dei 9/12 mesi e comunque con questi interventi non si esauriscono le “cartucce” a disposizione.

Fonte: stralcio articolo di Websim

(Franco C.)

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