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Il metallo prezioso scivola a quota 1250 USD, sui minimi da inizio febbraio; la performance da inizio anno risulta ancora positiva ma dai massimi di metà marzo si registra una caduta del 10%.

Il 2013 è stato archiviato con un pesante -28%, interrompendo bruscamente 12 anni consecutivi di rialzi. Sembra quasi aver perso del tutto le sue funzioni di bene rifugio esaltate in occasione della crisi dei subprime e solo parzialmente nel pieno della crisi dei debiti sovrani.

Tensioni geopolitiche (come le crisi in Libia, in Ucraina, etc.) e scenari deflattivi non ne hanno rinvigorito le quotazioni. Peraltro è bastato un timido rimbalzo del dollaro americano per far franare le quotazioni sotto il delicato supporto posto a 1260 USD.


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Graficamente, l’impostazione di medio lungo periodo appare negativa da oltre 2 anni, ovvero da quando nel settembre 2011 sono stati segnati i massimi storici a 1920 USD, a cui è seguito un severo calo sino a quota 1200 USD, toccata lo scorso giugno.

E’ opportuno evidenziare però che, nonostante un crollo del 33% circa dai massimi, il trend secolare resta al rialzo. Da quasi un anno l’oro sta vivendo una fase di stabilizzazione tra i 1180 e 1440 dollari, un range che potrebbe prevalere ancora a lungo. Le quotazioni espresse in Dollari americani si riferiscono al prezzo dell’oro per ogni oncia.

Fonte: WB

(Franco C.)

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