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L’indice FtseMIB chiude il primo quarto di anno con un progresso del 14% che lo colloca ai primi posti nel mondo, dietro solo a piazze di secondaria importanza come Dubai, Bulgaria e Grecia.

L’aspettativa di profonde riforme strutturali annunciate dal governo Renzi e la politica della BCE di Mario Draghi, hanno contribuito a ridurre lo spread, permettendo una fortissima riduzione dell’onere per interessi sul nostro debito.

Tra le prime dieci blue chip si trovano ben sette banche, considerando Azimut un asset manager seppur appartenente al settore finanziario, vale a dire Banco Popolare, Montepaschi, Popolare di Milano (tutte e tre alle prese con operazioni sul capitale), seguono Ubi Banca, IntesaSanpaolo, Popolare Emilia e Mediobanca.


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Nel drappello di testa fanno eccezione Fiat e Finmeccanica, due storie industriali di ristrutturazione/rilancio.

In coda si trovano quattro titoli del “lusso”: Yoox, Ferragamo, Tod’s e Moncler le cui sottoperformance appaiono legate soprattutto alle aspettative di rallentamento della crescita di alcuni Paesi grandi “consumatori” di beni di lusso, come la Cina.

Poi Pirelli, dopo che sono venute meno le attese speculative di Opa sul titolo. Generali, Prysmian, Campari, Gtech e Cnh Ind. pagano trimestrali sotto le aspettative e sovraperformance passate eccessive.

Fonte: Websim

(Franco C.)

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