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Il listino perde da inizio 2014 l’1,2% che si confronta con un +10% registrato dal FtseMIB in poco più di due mesi. Allargando l’orizzonte temporale si osserva che, mentre il Dax si muove sui massimi storici, il listino italiano viaggia intorno al 50% dei massimi della sua storia. Secondo Lemanik Europea Special Situations, a prima vista il mercato azionario tedesco ha sottoperformato per un effetto di ritracciamento dalla sovraperformance degli ultimi anni, ma c’è di più.

I dati di vendita all’ingrosso tedeschi pubblicati nella mattinata odierna danno ulteriore linfa ad una preoccupazione che si sta sempre più diffondendo e cioè che l’Europa rischia di entrare in uno scenario deflattivo: il crollo delle valute dei paesi emergenti ha un effetto “deflazionistico” sul mondo occidentale e si interseca peraltro con la rivalutazione della moneta cinese rendendo sempre meno conveniente produrre in Cina.


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D’altro canto l’Europa presenta una ripresa ancora anemica e la BCE, con i governi della zona Euro, dovrà trovare strategie efficaci per riuscire a materializzare una ripresa dei consumi. Il mercato nella sua razionalità ha visto vincitori in una prima fase della ripresa i paesi virtuosi come la Germania (che scambiano molto con la Cina ) ed una seconda fase, l’attuale, che sta privilegiando paesi come Italia e Spagna con prospettive di ripresa economica seppur modesta e che beneficiano di un prolungato scenario di bassi tassi d’interesse.

Fonte: Websim 

(Franco C.)

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