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Janet Yellen, economista americana nominata Presidente della Federal Reserve Board, nella sua prima conferenza stampa, dichiara apertamente di volere adottare una politica monetaria restrittiva. Una manovra che porterebbe inevitabilmente ad un aumento dei tassi di interesse penalizzando gli investimenti e il consumo.

La reazione è immediata: la Borsa Valori di Wall Street reagisce negativamente, dove il Dow Jones chiude in ribasso (-0.69%). La Yellen dichiara apertamente gli obiettivi che intende perseguire nei prossimi mesi e ribadisce il piano di aiuti per l’economia, ridotto a 55 miliardi di dollari al mese (di cui 30 sui titoli di Stato e 25 sui bond agganciati ai mutui), dovrebbe terminare in autunno. La crisi in Ucraina invece, costantemente tenuta sotto controllo, al momento non incide sui mercati internazionali e sulla finanza globale.

Per Wall Street, l’aumento dei tassi d’interesse porta ad un immediato calo in Borsa, ma alcuni analisti rassicurano e ritengono che si sia trattato di un errore comunicativo del presidente. Infatti, la Fed – tramite un comunicato – ribadisce il mantenimento dei tassi invariati in una fascia fra lo 0% e lo 0,25% e che dovrebbero restare bassi anche in caso di crescita e aumento dell’occupazione. I tassi sono fermi ai minimi dal dicembre del 2008.


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Invece, secondo alcuni economisti, il rosso di Wall Street sia dovuto alla scadenza di diversi contratti trimestrali sui derivati e che quindi gli investitori potrebbero aver preferito attendere, per monitorare eventuali andamenti, prima di prendere nuovamente posizione sul mercato.

La Yellen, mantiene, per grandi linee, la politica adottata dal predecessore Ben Bernanke e condivide gli stessi obiettivi, anche se da quanto emerso dalle sue prime parole, il presidente pone una maggiore attenzione alle famiglie.
Il tasso di disoccupazione è stato fortemente ridotto negli ultimi anni. Di certo il paese non si trova in una situazione di piena occupazione, diverse vacancies sono state occupate, ma l’ultimo dato statistico presenta un tasso di disoccupazione del 6,7% e secondo alcune stime, è previsto un miglioramento entro il 2015.

Secondo quanto postulato dalla FED, il Pil negli Stati Uniti, attualmente è compreso in un range tra il 2,8% e il 3% e probabilmente durante il 2014 potrebbe subire un leggero ribasso. Mentre l’anno successivo il Pil potrebbe aumentare del 2,5-3% (stima ridotta di circa lo 0,2%). La stessa Banca Centrale americana è stata costretta a rivedere eventuali stime economiche a causa del maltempo durante l’inverno. Gli Stati Uniti restano un Paese in continua crescita e il clima economico dovrebbe migliorare nei prossimi mesi.

(Eugenio Parisi)

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