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Il differenziale fra emissioni obbligazionarie decennali dello Stato italiano e di quello tedesco è sceso sotto la soglia dei 200 punti base, miglior risultato dall’ormai lontano luglio 2011.

Il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni si è affrettato ad affermare che si tratta di una rinnovata fiducia dei mercati per la ritrovata stabilità dei conti pubblici italiani, aggiungendo che questo può liberare risorse da poter utilizzare per favorire la crescita ed il taglio delle tasse.

Anche lo stesso Primo Ministro Enrico Letta ha espresso soddisfazione, sostenendo che il mantenimento dello spread sotto i 200 punti non potrà che favorire la ripresa.


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Peccato però che non si parli mai di abbattere il costo dello Stato in maniera mirata per diminuire l’enorme debito pubblico, in costante crescita, e che la quasi totalità del risultato positivo sia attribuibile agli sforzi della maggior parte dei cittadini italiani, che si sono fatti carico di tante difficoltà ed hanno stretto i denti.

Tornando alla situazione contingente, molti analisti sono concordi nell’affermare, come possibile spiegazione, che i mercati si stanno riposizionando a causa delle condizioni economiche migliorate nei Paesi periferici (come la Spagna, che attualmente sta facendo meglio dell’Italia) e del tapering americano, visto positivamente dai mercati e che quindi, grazie ad un probabile aumento dei rendimenti di Paesi più solidi come la Germania, potremo assistere ad una nuova diminuzione dello spread per i Periferici.

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