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Secondo gli ultimi dati il prezzo del caffè ha recuperato terreno dopo aver perso parecchi punti nell’ultimo anno.

Momenti di tensione si sono verificati sia a causa di fenomeni meteorologici come il pericolo di forti piogge o gelate in Brasile sia la diffusione di un fungo nelle piantagioni del Centroamerica. Il crollo dei prezzi del caffe’ sarebbe dovuto ad un surplus della produzione rispetto al consumo.

Guardando le statistiche dell’International Coffee Organization (ICO) e’ possibile vedere come i quattro gruppi di indicatori sono scesi a rispettivamente del 26.8% per il Colombian Milds, del 30.1% per il Brasilian Naturals, dell’8.4% per Robustas e per gli Other Milds del 25.2%.


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Il prezzo dell’Arabica ha toccato livelli minimi che non si riscontravano da ben sette anni. Il rallentamento dell’esportazione complessiva e’ stata in progressiva discesa anno dopo anno arrivando nel novembre 2013 ai 7,84 milioni di sacchi rispetto ai 9,17 milioni dell’anno precedente. Per l’anno 2014 sono previsti miglioramenti come è accaduto della prima settimana del mese con un rialzo del 3.2%.

Secondo le previsioni di Goldman Sachs il contratto del caffè arabica a New York potrebbe beneficiare delle scorte invendute e del clima favorevole ma i futures andrebbero incontro comunque ad un terzo anno di ribassi con una quotazione di 1,20 dollari per libbra rispetto all’1,30 attuale. Tuttavia non esclude una possibile risalita dei prezzi.

(Laura Godorecci)

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