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Le scie del “panic – selling” dello scorso vernerdì continuano ad influenzare gli inizi settimana movimentando  gli andamenti borsistici.

Alcuni fattori sono particolarmente rilevanti nel panorama delle oscillazioni: da un lato  la tensione valutaria dei paesi emergenti che ha visto la chiusura in calo della borsa di Tokyo, l’Argentina con la svalutazione della moneta nazionale  e la lira turca, influenzata anche dall’instabilità politica che ha investito il governo di Recep Tayyip Erdogan, a seguito delle inchieste per corruzione.

Dall’altro il settore dei titoli bancari che ha visto protagoniste di una ripida discesa in negativo il Banco Popolare, a cui la Consob ha vietato lo short selling  sia nella giornata di ieri che in quella odierna  e la Banca Popolare di Milano dopo l’uscita di InvestIndustrial dall’azionariato, con il conseguente azzeramento della propria quota sul mercato.

Secondo gli analisti finanziari una significativa influenza è segnata dal Tapering  -  la riduzione del programma di riacquisto di asset sul mercato –  messo in atto dalla FED che nella seconda parte dell’anno potrebbe essere motivo di ” market pressure “.


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Il magnete che farà spostare l’ago della bilancia è dunque rappresentato proprio dall’istituto americano, mentre le Banche Centrali dei paesi emergenti cercheranno di arginare la situazione per ristabilire un equilibrio di mercato.

(Laura Godorecci)

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