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Dall’inizio 2009, momento più nero della crisi subprime, le principali borse mondiali hanno messo a segno poderosi rialzi, di cui Piazza Affari ha beneficiato solo in parte, pagando pegno per i mali storici del Paese, mai effettivamente risolti. Sembra però che il vento stia cambiando e che gli investitori internazionali stiano cominciando a guardare il “Bel Paese” con un po’ più di ottimismo.

Il principale indice della Borsa italiana è infatti “tornato dalle vacanze” in ottima forma. Da inizio settembre ha già accumulato una performance del + 6,5%, poco più dell’analogo indice tedesco (DAX +6%) e di quello statunitense (S&P500 +4%). Questo primato ha un’origine molto recente, tant’è che la classifica si ribalta completamente se la performance viene misurata da inizio 2013: Italia +9%, Germania +13%, Stati Uniti +19%.

Ci sono molte ragioni per credere che l’attuale rimonta possa durare ancora: il minor rischio di disgregazione dell’Eurozona (evento estremamente improbabile), il calo dello Spread BTP-Bund e un’ondata, seppur lunga, di cambiamento della politica italiana sono tre fattori importanti che giocano a favore di questo scenario.

L’indice S&P500 e quello tedesco DAX invece, considerati i mercati guida a livello mondiale, hanno segnato quest’anno entrambi nuovi massimi storici. Seppur ambedue siano in uno stadio maturo del ciclo di borsa, non hanno mostrato ancora nessun segnale di allerta: alternando violente e veloci correzioni a vigorosi e puntuali recuperi, che ritoccano di poco i precedenti massimi, i due indici possono andare avanti tranquillamente così sino alla fine dell’anno ed arrivare a toccare quota 1740 punti il primo e quota 8900 il secondo. Cali di un 5-10% sono quindi da considerarsi ancora occasioni d’acquisto.


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Un po’ diverso lo scenario italiano con il FtseMIB ben lontano dai massimi storici del 2007 (44000 punti) e da un anno oscilla orizzontalmente tra due livelli ben definiti, cioè 15 mila e 18 mila punti. Quest’ultimo è un livello di estrema importanza e dal quale il mercato non dista molto. Probabile che entro le prossime settimane quest’area venga per così dire “assaggiata” e ciò produca nel breve una fase di ” su e giù” a ridosso di tale livello.

E’ fondamentale vedere come reagirà il mercato a tale test. Un eventuale superamento di quest’area aprirebbe infatti le porte ad un rinnovato periodo di sovraperformance dell’indice italiano con un possibile strappo in area 18500/19000 punti, ed eventualmente, nel più ampio periodo (2014) arrivare a toccare quota 20mila punti, dove transitano nuove resistenze.

In tal caso i settori che dovrebbero beneficiarne di più sono quelli sinora più penalizzati come i finanziari, le assicurazioni e le utility, cioè tutto il contrario di quelli che hanno corso tanto in passato grazie alla loro esposizione internazionale, come ad esempio il lusso.

Fonte: WEBSIM

(Franco C.)

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