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Il social network di microblogging  Twitter si appresta ad approdare in borsa a Wall Street sulla scia dei più famosi Facebook e LinkedIn.

La società dei “cinguettii”, guidata dal CEO Dick Costolo, sta sondando il terreno tramite colloqui con le più grandi banche d’investimento americane per una imminente quotazione sul mercato dei capitali USA.

In passato era già stata presa in considerazione una eventuale quotazione di Twitter ma fu posticipata a causa del tracollo di Facebook subito dopo la sua IPO (Initial Public Offering in inglese, cioè  Offerta pubblica iniziale).

Per inciso Facebook - il social network di Mark Zuckerberg – era stato quotato poco più di un anno fa a 38 USD per azione, ma dopo un’iniziale spinta oltre i 40 USD aveva cominciato un declino costante che l’aveva portato a toccare un minimo di 18 USD, cioè meno della metà del valore di partenza per dubbi riguardo agli introiti derivanti dalla pubblicità, una delle primarie fonti di finanziamento per la società californiana. Una volta fugati i dubbi ed implementate le sponsorizzazioni anche sulla popolare applicazione per smartphone, il titolo ha cominciato a recuperare strada fino ai recenti massimi intorno ai 39 USD. D’altro canto oltre 1 miliardo di utenti – più di 1/7 dell’intera popolazione mondiale – sono un bacino che farebbe gola a chiunque e l’antagonista Google, col suo social network Google Plus, non ha avuto la stessa fortunata crescita di Facebook.


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Tornando a Twitter, il social conta su più di 500 milioni di iscritti ed ha un valore stimato che si aggira intorno ai 10 miliardi di dollari: l’obbiettivo dell’attuale management però è quello di pianificare e gestire al meglio il proprio modello di business – basato anch’esso sulla pubblicità – prima di lanciarsi sul mercato, in modo da garantire agli investitori entrate costanti ed affidabili, per evitare l’errore della quotazione inizialmente sopravvalutata di Facebook, anche a costo di rimetterci denaro.

Ma come funziona Twitter?

Sostanzialmente si tratta di un social network basato sul microblogging, ovvero sulla possibilità da parte degli utenti di inviare brevi messaggi di testo di lunghezza massima pari a 140 caratteri – tramite internet, applicazione per smartphone o SMS – che possono essere visualizzati dai cosiddetti followers, cioè la rete di persone che seguono gli aggiornamenti di quel particolare utente. Infatti la piattaforma è utilizzata soprattutto da personaggi famosi, siano essi attori, sportivi, giornalisti o politici (recentemente anche il Vaticano ha inaugurato il profilo Twitter del Papa) oppure ancora da società industriali per avere un canale di comunicazione più diretto coi propri clienti.

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