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Negli ultimi mesi si sta assistendo ad un timido ritorno di interesse verso gli assets italiani testimoniato dalla maggiore reattività del nostro mercato azionario rispetto agli altri, gli stessi listini che nei mesi passati avevano ottenuto performance più interessanti. Qualche dato migliore delle previsioni e valutazioni in buona parte a forte sconto rispetto ai concorrenti, hanno dato coraggio ai money manager.

Persino i bilanci trimestrali delle banche sono apparsi meno drammatici, nonostante il continuo rialzo dei crediti deteriorati e il calo nelle erogazioni dei prestiti. Gli istituti dimensionalmente più importanti si stanno concentrando sulla efficienza operativa ovvero tagliando i costi. Non sono mancati risultati brillanti ma ovviamente i numeri complessivi mostrano utili in calo per il FtseMIB, ma i ricavi hanno ripreso la corsa come pure i margini operativi dopo il tracollo del primo trimestre del 2013.

Un fattore positivo è stato il calo dei rendimenti dei titoli di stato e delle obbligazioni bancarie che ha consentito, insieme al funding agevolato presso la BCE, di contenere il costo della raccolta e, perlomeno, contenere gli effetti del credit crunch. Un ritrovato timido ottimismo può far ripartire, sia pure con marcia ridotta, l’economia italiana ma l’incertezza rimane molto alta per il fattore politico.


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PROSPETTIVE: Il consensus di mercato prevede espansione dell’economia nel 2014 dello 0,5% per poi spingersi verso l’1% nel 2015: il nostro listino beneficerà soprattutto di un quadro valutativo generalmente molto sottovalutato a partire dal comparto bancario, peso massimo all’interno del FtseMIB; tale indice evidenzia un quadro di multipli borsistici molto bassi ma occorre considerare anche il mix settoriale che lo compone.

Infatti oltre al peso dei finanziari si nota una marcata esposizione verso utilities e oil&gas che hanno ottenuto risultati negativi a livello continentale. In aggiunta questi due comparti non sembrano particolarmente a sconto se gli indicatori sono rapportati a quelli misurati sull’intero settore della zona euro.

Per non parlare dei “gioielli” del listino che trattano in borsa multipli in linea con le migliori società mondiali comparabili. Nonostante quanto esposto finora i margini di apprezzamento del nostro listino sono importanti come pure i rischi che rimangono rilevanti ed influenzati dalla dinamica del debito pubblico e dalla possibilità di tornare alle urne, nuovamente, nei prossimi 12 mesi.

Si tratta per quest’ultimi di aspetti non proprio apprezzati dai mercati.

Fonte: stralcio da articolo di Finecobank spa

(Franco C.)

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