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Più osservatori indicano che, dopo un 2012 in cui l’Italia ha ossessionato il mondo con i suoi problemi di bilancio, questi entrando in remissione hanno messo le ali a Piazza Affari.

Per questo motivo quota 20.000 è l’obiettivo del FTSE-MIB, oggi appena sotto i 17.000 punti. Inoltre alcuni studi concordano sul fatto che la Borsa Italiana sia una delle più depresse al mondo, risultando a forte sconto(circa 67%) rispetto al passato.

Morgan Stanley utilizzando come metro di raffronto il cosidetto P/E di Shiller ( assumendo come utili la media degli ultimi dieci anni) mostra che tale valore per l’Italia é pari a 7,6 volte gli utili, contro 12,7 per la Francia e 16,1 per la Germania.


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Dati raccolti dall’Ufficio Studi di Mediobanca (che tengono conto sia dei dividendi, sia dell’inflazione) dicono che in termini reali la Borsa Italiana é tornata al 1943. Nel 1993 i Btp ed i Cct rendevano in media oltre il 20%, eppure oggi il price/book della borsa milanese é più basso di allora.

Insomma parrebbero esserci tutti i presupposti per scattare come una molla!

Chi scommette sulla ripresa del listino nostrano dà però per scontato che la crisi dei debiti sovrani sia finita, almeno per ora. Le incertezze legate alle elezioni politiche del prossimo febbraio potrebbero originare qualche rinnovata pressione sui titoli di Stato, ma si registra grande fiducia nell’abilità del presidente BCE Draghi quale custode ultimo dell’Euro. Schaeuble, ministro delle finanze tedesco ha dichiarato che ” il peggio è passato nella crisi dell’Euro” e se ha ragione non si vede motivo per cui Piazza Affari debba essere così deprezzata in confronto dei principali indici paneuropei.

Stralcio da MF-Milano Finanza di sabato 05/01/2013

(Franco C.)

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