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Nonostante sia particolarmente difficile nell’attuale contesto fare previsioni sui mercati per il 2013, si può provare a tracciare un quadro sulla base di punti cruciali quali crescita, occupazione e debito. Secondo alcune analisi, per i Paesi sviluppati sarà tutto in salita, mentre i mercati emergenti presentano maggiori probabilità di continuare a crescere.

I debiti sovrani a rischio di downgrade, la recessione che ha colpito le economie sviluppate e le banche centrali con ormai limitati spazi per ulteriori interventi espansivi caratterizzeranno l’andamento dei Paesi sviluppati.


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Inoltre incognite sono presenti negli scenari politici in movimento: USA alle prese con il nuovo quadriennio di Obama e da subito l’ostacolo del ”Fiscal Cliff” (ossia il precipizio fiscale, un’aumento automatico della pressione fiscale in caso non si trovino soluzioni alternative per l’abbattimento del debito, ormai lievitato anche in Nordamerica), Eurozona che arranca e che ha di fronte un anno elettorale decisivo con Italia e Germania alle urne, Giappone che pur con qualche problema interno spera ancora nella ripartenza.

Le sorprese positive potrebbero invece giungere dai Paesi emergenti ancora con crescite significative, un quadro economico più dinamico, il richiamo di nuovi flussi di investimento ed il conseguente apprezzamento delle valute e dei mercati locali.

(Franco C.)

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