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Possiamo distinguere due diversi tipi di società per azioni: quelle quotate nei mercati finanziari (alla Borsa Valori) e quelle NON quotate.

La differenza è sostanziale, ma una società “quotata” non significa che sia necessariamente migliore rispetto ad una “non quotata”: chi si quota lo fa per reperire capitale fra terzi in maniera più ampia e rapida cedendo parte del proprio capitale ma anche per avere una visibilità maggiore, esponendosi per contro a determinati costi iniziali di quotazione, ad una più rigida verifica contabile per tutta la vita della quotazione da parte delle istituzioni preposte (la CONSOB in Italia, cioè la “Commissione Nazionale per le Società e la Borsa”, la cui funzione principale è di vigilare sull’operato delle società quotate e della Borsa Valori stessa; negli USA questa istituzione è chiamata SEC, “Securities and Exchange Commission”) e attribuendo di fatto al mercato la determinazione del prezzo delle proprie azioni.

Il vantaggio della quotazione dal punto di vista dell’investitore è quello che ognuno – privato, professionista od istituzione (banche, fondi, ecc) – può facilmente acquistare o vendere le azioni di una determinata società. Oggi questo è reso ancor più veloce dalla recente dematerializzazione degli strumenti finanziari grazie alla informatizzazione di tutti i sistemi, dai depositi, a quelli bancari e di Borsa. Ciò significa che attraverso internet è possibile accedere a tutti i mercati tramite un broker (intermediario finanziario, spesso una banca dove abbiamo i nostri conti) e da lì procedere autonomamente alla selezione degli strumenti da acquistare e vendere. È la Borsa Valori, a Milano per l’Italia, che contribuisce a creare ed a mantenere il mercato primario e quindi le quotazioni e i flussi informativi costanti, trasmettendoli agli altri intermediari finanziari che compongono il mercato secondario, dove vengono effettivamente scambiati gli strumenti finanziari.


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Esistono però tante società per azioni NON quotate – sia di piccole sia di grandi dimensioni – e ciò non toglie la possibilità di entrare in possesso di azioni di queste società se stabilito in questo senso dall’amministrazione della società stessa. Certo è che le modalità di acquisto e vendita delle azioni non saranno immediate in quanto la liquidità non è garantita dal mercato ma dalla società in oggetto, quindi può richiedere diverso tempo. Alcuni esempi italiani di società di grandi dimensioni non quotate possono essere la “Ferrero SpA” e la “Barilla SpA”, entrambe società per azioni ma con capitale (e quindi proprietà) interamente nelle mani delle rispettive famiglie.

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Un Commento a “LE SOCIETÀ PER AZIONI (SPA) QUOTATE E NON QUOTATE”

  • f.enea scrive:

    Fra i vantaggi sia pur non immediatamente tangibili della quotazione in Borsa vi é la grande “visibilità” che permette alla società quotata di farsi conoscere ed apprezzare in un mercato sempre più globalizzato, con risvolti positivi anche sotto il profilo commerciale.

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