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Le Obbligazioni - chiamate “bond” in inglese - sono strumenti finanziari catalogati come titoli di debito (debito dell’emittente nei confronti di chi li sottoscrive) che generalmente danno il diritto ad avere una cedola ad un certo tasso di interesse e cadenza prefissata come remunerazione per tutto il periodo della durata dell’investimento e la liquidazione della somma prestata alla fine dell’investimento stesso.

Gli emittenti di obbligazioni possono essere Nazioni (allora prendono il nome di “Titoli di Stato”) ma anche organismi sovranazionali (ad esempio la Banca Europea degli Investimenti) oppure società di capitali (solitamente SpA quotate, in questo caso si parla di “Obbligazioni Corporate”).

Le obbligazioni possono essere scambiate (cioè acquistate e vendute) sui mercati finanziari (per l’Italia vi sono il MOT e l’EuroMOT, i “mercati obbligazionari telematici” di Borsa Italiana e l’EuroTLX, facente capo a banche fra cui Unicredit), sono emesse a lotti e non singolarmente (generalmente lotti da 1000 euro nominali), ad un prezzo che può essere sopra la pari o sotto la pari  fatto 100 euro il prezzo alla pari. I prezzi successivi all’emissione sono liberamente determinati dal mercato a seconda dei tassi di interesse in quel preciso momento e l’attrattività del titolo.

Chiaro è che se la cedola è fissa, sarà il prezzo dell’obbligazione a determinare il rendimento effettivo della stessa: siccome il rimborso finale è sempre 100, un prezzo superiore all’emissione comprimerà il rendimento totale ed un prezzo inferiore lo aumenterà.

Per quanto riguarda le obbligazioni esistono molte più categorie rispetto alle azioni, perciò ne elenchiamo e descriviamo solo alcune a titolo di esempio:

- Zero Coupon Bond. Tipicamente i cosìddetti BOT (Buoni Ordinario del Tesoro) in Italia, generalmente di durata molto breve (da 6 mesi a 2 anni massimo nella maggior parte dei casi), sono obbligazioni senza cedola e la remunerazione si ha solamente col rimborso finale (ad esempio se emissione a 98 Euro e rimborso a 100 come usuale, la differenza di 2 euro è l’unico guadagno).

- Obbligazioni convertibili. Generalmente obbligazioni corporate (cioè emesse da società), danno l’opzione al sottoscrittore di convertire il valore del prestito obbligazionario in azioni della stessa società ad una data prefissata e secondo un cambio prestabilito, anzichè il rimborso della cifra investita.

- Obbligazioni cum Warrant. Titoli simili alle obbligazioni convertibili salvo il fatto che il sottoscrittore sottoscrive simultaneamente due diversi strumenti finanziari – una obbligazione comune ed uno warrant (diritto autonomo di opzione su azioni, vedere l’articolo ad hoc). Il sottoscrittore quindi non avrà la facoltà di convertire il suo prestito obbligazionario in azioni ma semmai l’opzione di fare un investimento aggiuntivo in azioni o di cedere il warrant in quanto titolo con vita e valore autonomo.


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- Obbligazioni a tasso variabile. Titoli obbligazionari con una cedola legata ad un tasso di interesse variabile, nato per contrastare l’eccessiva volatilità dei mercati. Per semplificare la comprensione, possiamo affermare che il meccanismo di base è simile a quello dei mutui a tasso variabile e come questi esistono anche titoli ibridi con una parte a tasso fisso ed un’altra a tasso variabile.

- Obbligazioni callable. Normali titoli obbligazionari che però incorporano la facoltà per l’emittente di richiamarle, cioè di porre fine all’investimento con il rimborso anticipato della somma investita al sottoscrittore, prima della scadenza naturale.

- Obbligazioni in valuta diversa dall’Euro. Esistono anche titoli obbligazionari di questo tipo, ovvero denominati in valuta differente dall’Euro, che possono essere strumento di diversificazione del proprio portafoglio con un rendimento certo: in tempi incerti come quelli attuali, con l’Euro in crisi a causa dei debiti delle nazioni dell’Unione Monetaria, può essere utile diversificare i propri risparmi anche in termini di valute (assumendo per contro un chiaro rischio di cambio, che può dare un vantaggio ma anche arrecare un danno); un solo cambio valuta non ha una remunerazione se non quella base, mentre un cambio valuta con contestuale investimento obbligazionario nella nuova valuta può portare un beneficio in termini di rendimento e compensazione col rischio di cambio (ma assumendo in questo caso anche rischio di mercato).

- Obbligazioni straniere. Un metodo alternativo al precedente per investire in mercati obbligazionari più sicuri senza assumere rischi che non si possono o vogliono controllare è quello di diversificare l’investimento non per valuta ma per paese. Ad esempio è possibile investire in Bund tedeschi, Trésor francesi oppure titoli di altre nazionalità: questo permette anche di diversificare il rischio poichè un investimento in Euro tedeschi o francesi, con questi due paesi considerati al massimo livello di rating (giudizio espresso da agenzie preposte sulla solvibilità di paesi e società), è meno rischioso (e quindi meno remunerativo) di investimenti in Euro con titoli di altri paesi meno solidi dell’Unione Monetaria.

- Obbligazioni strutturate. Sono obbligazioni simili a quelle cum warrant poichè incorporano una componente tradizionale ed una o più componenti derivate (cioè basate sul prezzo di indici, azioni e/o altri titoli). Il rendimento quindi varierà anche in base all’andamento del sottostante del derivato (ad esempio esistono obbligazioni di questo tipo combinate con altri strumenti derivati il cui rendimento cresce al diminuire di un certo tasso di riferimento e viceversa, pertanto non sono strumenti necessariamente lineari). Essendo appunto contratti personalizzabili, esiste una varietà molto elevata ed è impossibile sintetizzare e spiegarne i meccanismi in maniera precisa; possiamo affermare che siano strumenti più da professionisti che da piccoli risparmiatori.

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