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Le Azioni – anche chiamate in inglese “stocks” o “shares” – sono uno strumento finanziario che certifica la partecipazione ad una quota del capitale di una Società per Azioni (SpA) e possono essere emesse sia da società quotate alla Borsa Valori sia da società NON quotate. Senza addentrarci eccessivamente nel gergo tecnico e nel diritto commerciale, occorre fare un preciso distinguo almeno per le categorie di azioni più conosciute: esistono infatti le azioni “ordinarie”, le azioni “privilegiate” e le azioni “di risparmio”:

- AZIONI ORDINARIE. Sono le azioni più comuni, rappresentano il capitale e sono portatrici di diritti completi. Ciò significa che danno diritti patrimoniali (eventuale dividendo, cioè distribuzione dell’utile agli azionisti) ma anche diritti amministrativi (cioè diritto di voto in assemblea ordinaria e straordinaria). In inglese sono chiamate common stocks o common shares.

- AZIONI PRIVILEGIATE. Sono di emissione facoltativa e per limitata quota di capitale, hanno diritti patrimoniali maggiori rispetto alle ordinarie (il dividendo distribuito deve essere necessariamente maggiore rispetto a quello delle azioni ordinarie) ma limitati diritti amministrativi (danno diritto di voto solo in assemblea straordinaria). In inglese si chiamano “preferred stocks” o “preference shares”.


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- AZIONI DI RISPARMIO. Presenti solamente nell’ordinamento italiano, sono come le azioni privilegiate ma non hanno alcun diritto amministrativo, se non i diritti base di organizzazione assembleare speciale (un’assemblea solo per questa categoria di azionisti) e di rappresentanza (per far valere le proprie ragioni in caso di compressione dei diritti), ma sempre senza diritto di voto.

Secondo la teoria, la prima categoria è destinata a chi vuole avere peso nelle decisioni assembleari di una società, cioé chi possiede azioni per una quota di capitale sufficientemente elevata da avere voce in capitolo (individui con grossi capitali a disposizione ma anche fondi di investimento). Le altre due categorie invece sono state create appositamente per i cosìddetti piccoli risparmiatori, che hanno a disposizione cifre minori e pertanto hanno più interesse a cedere parte del o tutto il proprio diritto di voto a fronte di un guadagno maggiore alla distribuzione degli utili.

La realtà vede però la maggior presenza di azioni ordinarie e maggiori scambi per quel tipo di azioni, dando anche maggior liquidità alle stesse, facendo solitamente venir meno il principio della teoria.

Come e quali azioni si possono acquistare o vendere? Per una risposta, leggete l’articolo su le società per azioni quotate e quelle NON quotate .

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