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Parlando di leva finanziaria - anche chiamata “marginazione” - nell’accezione che interessa a coloro che vogliono investire in strumenti finanziari, si intende in estrema sintesi moltiplicare per un certo fattore la propria capacità d’investimento: questo metodo si dice anche “marginazione” proprio per il fatto che si ha la possibilità di investire in un determinato strumento una cifra più grande delle proprie reali disponibilità grazie al solo margine di garanzia richiesto per operare (dato proprio dalle reali disponibilità dell’investitore) sulla cifra totale investita. La situazione può sembrare vantaggiosa ma ovviamente esistono i pro e i contro.

Prendiamo l’esempio più semplice possibile, dato dal Mercato FOREX: grazie alla presenza di contratti Forward al posto di moneta fisica, tutti i brokers sono disponibili a fornire leve importanti, in alcune situazioni addirittura sino a 1:1000, cioè per ogni Euro del capitale proprio che viene investito, prendo posizione su mille Euro. Questo significa che posso moltiplicare il potenziale guadagno/perdita per mille, ma anche il costo del denaro e lo spread che si paga al proprio broker ad ogni operazione aumenteranno di conseguenza.

Sfatiamo subito il mito di perdite potenzialmente illimitate: oggi tutti i brokers garantiscono al cliente una perdita massima pari al massimo al margine investito oppure al totale del conto su cui si opera, quindi in situazioni avverse precipitando in “Margin Call” (cioè quando il margine di garanzia sta per esaurirsi a causa di perdite importanti) ed anche senza aver precedentemente impostato alcun ordine “Stop Loss”, se il cliente non versa ulteriore denaro a ricopertura le sue posizioni verranno chiuse automaticamente dal sistema.

PRO: se dispongo di poco denaro per garantire eventuali guadagni tangibili, la marginazione o leva finanziaria offre la possibilità di investire come avessimo più denaro a disposizione, limitando l’eventuale perdita al solo margine di garanzia (cioè quanto si è voluto dare al margine oppure versare in conto inizialmente).


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CONTRO: più la leva utilizzata è importante, più il margine risentirà delle oscillazioni fisiologiche di prezzo dello strumento finanziario sul quale si è investito, cioè anche in caso di un’analisi corretta che porta ad investire in una determinata direzione, non è detto che il prezzo vada subito nella direzione favorevole, ma potrebbe tornare sui suoi passi fino a costringere a chiudere l’operazione in perdita, per poi andare effettivamente nella direzione prevista. Questo, ovviamente, capita più spesso di quanto si possa immaginare.

Ecco un semplice esempio numerico: ho a disposizione 1000 Euro su un conto FOREX e la leva finanziaria impostata è 1:1000. Il prezzo attuale della coppia EUR/USD è 1,2501 e mi aspetto che salga (cioè credo nella debolezza del dollaro americano). Con soli 500 Euro della mia disponibilità come margine, posso prendere posizione su un contratto pari a 500.000 Euro (mezzo milione di Euro), esattamente mille volte tanto la cifra che metto a disposizione. È facile capire che una variazione percentuale nel prezzo, seppur minima, su una cifra elevata come quella è comunque molto grande; se in un momento successivo il prezzo subisce una flessione e si porta a 1,2490 , la posizione verra chiusa automaticamente poichè tutto il margine – nonostante una variazione di poche unità – è stato eroso dall’utilizzo di leva molto alta. Se dopo questa flessione il prezzo fosse andato a 1,2510, quindi in direzione favorevole, non ne avrei potuto beneficiare a causa della leva troppo elevata che mi ha costretto ad uscire velocemente dall’operazione chiudendo in perdita mentre paradossalmente con una leva inferiore avrei potuto guadagnare (ovviamente meno in proporzione).

Va da sè che – aldilà del FOREX che ha costi differenti – in altri mercati come quello azionario la leva finanziaria può essere uno strumento utile solo in determinate situazioni in ottica speculativa, generalmente di breve/brevissimo periodo, in quanto sul medio-lungo termine il costo del denaro “preso a prestito” (che consiste nel costo della cifra finanziata, cioè quanto ho deciso di destinare al margine di garanzia e quanto ho investito in totale) potrebbe rischiare di vanificare potenziali guadagni se non addirittura aggiungersi alle potenziali perdite. La parola d’ordine è quindi: CAUTELA.

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