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La definizione di contratti Swap (termine inglese che significa appunto “scambio”) dice che si tratta di contratti derivati sottoscritti da due controparti, che si impegnano a rispettare uno scambio di flussi finanziari prestabiliti nella qualità e nella quantità ad una data prefissata.

Data questa definizione molto semplice e generica, bisogna sottolineare che esiste una pluralità di contratti che rientrano nella categoria generale degli Swap, fra cui possiamo citare:

- Interest Rate Swap. Ad esempio uno scambio fra tasso d’interesse fisso e variabile appartenenti a due diversi contratti originali; in questo caso una controparte che aveva sottoscritto un contratto con tasso fisso ha intenzione di passare ad un tasso variabile, pertanto si accorda (di solito tramite brokers, cioè intermediari finanziari il cui ruolo è proprio mettere in contatto le controparti) con un’altra controparte che ha un contratto simile ma a tasso variabile e che vuole passare al tasso fisso (per far comprendere meglio, ad esempio in tema di mutuo, oggi un’alternativa disponibile allo Swap è la rinegoziazione del mutuo stesso). Non vengono scambiati i contratti ma solo gli interessi calcolati sugli stessi contratti.

- Currency Swap. Ha lo stesso principio del contratto precedente, solo che alla base dello scambio ci sono contratti denominati in valute differenti. Questi contratti sono utilizzati per eliminare il rischio di cambio (data dalla fluttuazione delle valute nei mercati) fra due diverse valute, quindi la funzione principale è quella di copertura (“hedging” in inglese).

- Differential Rate Swap. Simile al Currency Swap, è diverso solo per il fatto che ad essere scambiato sarà solamente un tasso di interesse variabile su un contratto in valuta nazionale con uno in valuta estera ed una sola controparte dello Swap eliminerà il rischio di cambio perchè la valuta del contratto su cui si basa lo Swap stesso e si calcolerà il tasso di interesse (l’ammontare del contratto in quella valuta è chiamato anche “nozionale”) sarà denominata per entrambe le controparti in valuta nazionale.


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- Commodities Swap. E’ un contratto stipulato fra due controparti che si scambiano nel tempo un flusso di pagamenti indicizzati al prezzo di una materia per una controparte e ad un tasso fisso per l’altra. Molto comuni ad esempio sono gli Swap indicizzati al prezzo del petrolio (Oil Swap).

- Credit Default Swap. Anche conosciuto con l’acronimo di CDS, è un contratto Swap diventato famoso negli ultimi tempi  a causa dell’utilizzo dello stesso a copertura del rischio di fallimento di nazioni come quelle europee. Per approfondire la voce sui CDS – Credit Default Swap cliccate su questo link.

Quanto sopra sono solo alcuni esempi dei contratti Swap possibili: infatti fra i vantaggi dell’utilizzo di questi contratti possiamo annoverare il fatto che sono assolutamente personalizzabili in base alle più disparate esigenze di società ed aziende, con l’obiettivo di fare Hedging, cioè coprirsi dai rischi di mercato cui determinati contratti sono esposti, ma anche per fare Trading oppure Arbitraggio, cercando di guadagnare dalle variazioni o differenze dei prezzi.

Fra gli svantaggi possibili dei contratti Swap invece abbiamo il rischio di controparte, dato che non si ha la certezza che la controparte con cui si effettua lo Swap riesca sicuramente ad adempiere ai propri obblighi.

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