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Questi particolari prodotti – che si possono raccogliere sotto la sigla ETP – Exchange Traded Products, ma sono meglio noti con i rispettivi acronimi ETF, ETN ed ETC – sono dei particolari strumenti finanziari che possono essere considerati dei Fondi di Investimento a gestione passiva: il loro ruolo è quello di replicare il più fedelmente possibile un certo benchmark di riferimento, come ad esempio l’andamento di un indice di Borsa, di un Future oppure ancora di una materia prima o di un metallo prezioso.

Tutti hanno in comune “Exchange Traded”, poi si distinguono: -F è l’acronimo Fund (generalmente Indici di Borsa azionari od obbligazionari, Futures, altro ancora); -N di Notes che include i tre prodotti con la -C, di Commodities, di Currencies e di Certificates. Infatti gli ETC intesi come Commodities sono stati i primi strumenti ad arrivare in Italia insieme agli ETF. Ora invece è subentrata una distinzione ulteriore con l’arrivo degli ETN, sostanzialmente simili agli ETF ma con investimenti in sottostanti diversi (valute, tassi di interesse ed altro) ed alcune  differenze tecniche (come il fatto che non siano veri fondi, ma che per ovviare al rischio di controparte costituiscono patrimoni segregati). Per questo motivo ad esempio quello che era ETC GOLD sull’oro si può ritrovare sotto il nome di ETN GOLD, ma cambia solo la denominazione, non il concetto di base.

La loro caratteristica più importante è che gli stessi vengono scambiati in Borsa esattamente come fossero strumenti finanziari ordinari, come fossero azioni. Questi fondi a gestione passiva hanno un patrimonio investito direttamente in quel preciso sottostante o tramite altri contratti derivati e sono divisi in quote standardizzate nell’ordine di poche decine di Euro od altra valuta, possono quindi essere facilmente compravenduti sui mercati e, al contrario dei Fondi di Investimento a gestione attiva, non hanno alcuna commissione d’entrata o di uscita o sulla performance, ma al limite hanno una commissione una tantum, proprio per il fatto che la gestione è delegata a poche persone e riguarda la sola amministrazione del patrimonio dell’ETP, poichè lo strumento stesso si limita – attraverso altri contratti derivati – alla replica di un determinato sottostante di riferimento.

Pertanto questi prodotti aiutano l’investitore a differenziare nella maniera più completa possibile il proprio portafoglio, sia geograficamente, sia settorialmente, sia a livello di valute o grazie all’investimento su materie prime o metalli preziosi. Non solo: praticamente per ogni sottostante esiste un prodotto uguale che replica al contrario l’andamento del prezzo (prodotti denominati “Short”) e spesso addirittura facendo uso della leva finanziaria (ad esempio Double Short, che replicano al contrario per due la performance oppure semplicemente Double, che replicano per due l’andamento originale del sottostante).

Da sottolineare anche il fatto che gli ETF, esattamente come Fondi di Investimento a gestione attiva, possono erogare  direttamente i dividendi percepiti ai possessori di quote oppure distribuirli sulle quote stesse.

Ecco alcuni esempi per semplificare quanto detto sino ad ora:

- Voglio diversificare geograficamente il mio portafoglio azionario, ad esempio verso la Germania, ma non conosco alcuna società tedesca e non saprei qualche scegliere. La soluzione ideale sarà quindi l’acquisto di quote di un ETF sull’indice tedesco DAX: se l’indice guadagnerà l’1%, di riflesso il mio ETF DAX guadagnerà più o meno la stessa percentuale e se invece dovesse perdere l1%, accadrà la stessa cosa per le quote del nostro ETF.

- Ritengo che la grande volatilità presente sui mercati, favorisca il bene rifugio per eccellenza, ossia l’oro. I casi sono due: o andiamo a comprare fisicamente il metallo prezioso, con i problemi di storaggio che ne derivano, oppure posso acquistare quote di un ETC (o ETN) GOLD sull’oro; questo mi permetterà di beneficiare dell’eventuale apprezzamento del metallo giallo che si rifletterà sull’apprezzamento delle quote del mio ETC. ATTENZIONE: stiamo parlando solamente di rendimenti; la differenza principale è che acquistando un ETC GOLD non effettuiamo direttamente alcun investimento fisico nel metallo prezioso, quindi in caso di fallimento dell’emittente (di solito società emanazione bancaria create appositamente con un proprio patrimonio distinto) non avremo indietro oro fisico e probabilmente nemmeno tutto o parte dell’investimento effettuato.


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- Il Petrolio è alle stelle da settimane e crediamo possa ritracciare nelle prossime sedute. A questo punto cosa devo fare? Vendere un ETC (o ETN) OIL? No, semplicemente dovrò acquistare un ETC (o ETN) OIL SHORT, che replicherà inversamente l’andamento del petrolio. In questo caso se il prezzo del petrolio comincerà a scendere come prevedevo, avrò un apprezzamento delle quote del mio ETC OIL SHORT, in quanto essendo lo strumento già “Short” di suo – che equivale a “vendita” – guadagnerò con il ribasso del sottostante e perderò con il rialzo dello stesso. Solo in quest’ultimo caso, cioè il rialzo del prezzo del petrolio, dovrò acquistare un ETC OIL per approfittare dell’andamento positivo del prezzo.

- Il valore del Bund Future, cioè il Future che esprime la media dei titoli di Stato tedeschi a 10 anni, è arrivato ad un valore molto elevato negli ultimi tempi a causa della corsa all’acquisto di obbligazioni tedesche, e anche qui credo in un futuro ribasso. Allora il prodotto che fa al caso mio è un ETF BUND FUTURE SHORT. Se il Bund Future in questo momento vale 147 e dovesse andare a 140, che equivale a perdere circa il 5%, io andrò a guadagnare più o meno la stessa percentuale con l’apprezzamento delle mie quote di ETC BUND FUTURE SHORT.

Quali sono i principali svantaggi di questi prodotti ?

- I principali svantaggi derivano dal fatto che, ad esempio acquistando un ETF (o ETN) su di un Indice di Borsa, è come se si andassero ad acquistare tutte le azioni che compongono l’indice stesso per i pesi specifici delle singole azioni. Le differenze sono però che a seconda dell’andamento, non potrò vendere una singola società che non ha prospettive ed acquistarne una migliore con il ricavato della vendita della prima; l’andamento è fissato dall’andamento dell’indice e non ci sono altre variazioni possibili se non la compravendita di tutte o parte delle mie quote intere di ETP.

- Inoltre investire in ETP non significa investire direttamente ma tramite un intermediario che gestisce le quote dei fondi passivi il quale ha investito direttamente nel sottostante o anche lui indirettamente tramite contratti derivati. Ciò significa che il principio base del valore azionario (cioè avere qualcosa di concreto in mano) può venire meno od essere limitato.

- Può esistere anche un rischio emittente da considerare per ETN ed ETC, seppur esso sia limitato. I più grandi player nel mondo degli ETP sono grosse società di emanazione bancaria o di altre grandi società di investimento, come i prodotti DB per Deutsche Bank, Ishares per il fondo Blackrock oppure ancora Lyxor per la banca francese Société Générale.

- Spesso ci si può trovare spaesati poiché si hanno variazioni non immediatamente comprensibili: ad esempio avevamo investito sull’indice americano NASDAQ tramite un ETF preposto, denominato in Euro. A parte la differenza di fuso orario da considerare, vediamo che oggi il Nasdaq a fine giornata mette a segno un rialzo mentre il nostro ETF NASDAQ farà segnare una perdita: come mai? Come scritto prima, il nostro ETF è denominato in Euro; ma si riferisce ad un sottostante chiaramente denominato in Dollari americani. In questo caso, può essere che in quel giorno l’Euro abbia perso parecchio contro il Dollaro americano (e quindi il Dollaro americano si è apprezzato nei confronti dell’Euro), pertanto la performance positiva dell’indice NASDAQ in quel caso è stata neutralizzata dalla performance negativa dell’Euro, nostra valuta di riferimento.

Altre anomalie possono derivare anche dai costi che determinati contratti derivati hanno per l’emittente, il quale li trasferirà sui possessori di quote dell’ETP.

- Un ultimo svantaggio da considerare è quello del rischio di liquidità. Accade frequentemente che la differenza di prezzo fra acquisto e vendita (detta anche differenza fra prezzo Denaro e prezzo Lettera) sia molto elevata; questo perchè probabilmente quel particolare strumento non è molto scambiato, pertanto sarà poco liquido e ciò può significativamente accentuare lo spread.

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