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I Credit Default Swap - meglio noti con l’acronimo di CDS - sono dei contratti derivati di tipo Swap (cioè scambio, trasferimento) che permettono appunto il trasferimento dell’esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso (cosìddetti Fixed Income, cioè le obbligazioni) tra le parti.

Questo tipo di contratto funziona così: è un accordo tra le parti – tipicamente un compratore ed un venditore – attraverso il quale il compratore paga periodicamente una somma di denaro (denominato premio) al venditore, che a sua volta si obbliga a corrispondere un pagamento nel caso si verificasse il credit event contro cui il compratore stesso si è coperto (generalmente questo evento è il default del debitore terzo, cioè il fallimento dell’emittente dei titoli che il compratore possiede). L’orizzonte temporale più utilizzato per i CDS è 5 anni.

In estrema sintesi possiamo vedere i CDS come contratti di stampo assicurativo, dove il venditore di questi contratti percepisce un’entrata periodica certa, cioè il premio che il compratore gli paga, mentre il compratore si protegge totalmente o parzialmente in riferimento alla sua esposizione nei confronti di titoli obbligazionari di un certo Paese o di una determinata società.

Siccome i Credit Default Swap hanno un prezzo e sono quotati, anche se solo nei mercati OTC (acronimo di Over The Counter, cioè non regolamentati), vengono sovente utilizzati come metro di giudizio della salute di una Nazione o di una società; più il rischio default di uno Stato o società è alto, più il prezzo del corrispondente CDS sarà a sua volta elevato, peggio sarà la salute della Nazione o società in questione.


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Le quotazioni dei CDS non sono facili da reperire in internet proprio per la caratteristica di strumento particolare che sono, ma possono essere utilizzati come misura della rischiosità di una certa entità emittente sicuramente in maniera più affidabile rispetto ai meri giudizi delle società di rating più conosciute (Standard&Poor’s, Moody’s e Fitch), grazie proprio alla quotazione sui mercati che determina i prezzi “in diretta” ed in modo indipendente, mentre il giudizio di queste società di rating può essere influenzato dalla componente umana, da interessi particolari e non viene aggiornato quotidianamente in quanto basato su determinati studi: basti pensare al fallimento della banca d’affari americana Lehman Brothers, che sino al giorno prima della sua bancarotta, godeva di un rating molto elevato.

Occorre però sottolineare che i CDS – in quanto strumenti quotati – possono essere utilizzati anche a fini meramente speculativi, quindi non è sempre scontato il fatto che il prezzo di quotazione rispecchi correttamente il livello di rischio corrente. D’altro canto si può spezzare una lancia a favore delle agenzie di rating: il rating AAA, giudizio massimo che queste società possono assegnare, non significa che la Nazione o azienda con questo rating non potrà mai fallire, ma semplicemente che la probabilità che questa fallisca è molto bassa: quindi è possibile.

Per chi fosse interessato, a cliccando qui troverete links sulle quotazioni aggiornate dei Credit Default Swap delle Nazioni più importanti ed altri dati e siti interessanti.

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